Video hentail transexuel clermont ferrand

Un leit-motiv sottolineato anche dai soci fonda- tori che hanno fatto notare come le auto, i motori e i piloti siano in- dissolubilmente legati a Mantova e a Tazio Nuvolari e alia sua storia culturale.

Sul podio del Criterium foto , per il secondo anno, il campione Matteo lotti, a seguire Umberto Foccoli e Claudio Scapinello. Sabato visita ai Forti di Genova sulle colline a cemiera del capoluogo ligure. Infine, domenica tradizionale competizione di regolarita in Corso Italia a Genova. Per gli appas- sionati delle competizioni di Regolarita il 20 febbraio un corso di awiamento e perfezionamento in collaborazione con la scuderia Grifone.

I1 19 marzo ci sara il tradizionale Trofeo Marina Genova Aeroporto. Domenica 8 maggio, benedizione in piazza delle auto storiche. II settembre sara la volta della rievocazione della mitica Pontedecimo-Giovi, un tempo teatro di me- morabili sfide tra i campioni del volante ed oggi affermata manifestazione di regolarita Asi.

Infine il 5 novembre e prevista una seduta di omologazione. II tutto inframezzato da alcune uscite locali e altrettante gite in luoghi di inte- resse per gli amanti del movimento storico a due e quattro ruote e riservate ai soci del sodalizio genovese. Stand ad Automotoretro - Torino 10 aprile: Fano o Tavullia Data in attesa di conferma giugno: Sicilia Data in attesa di conferma 2- 3 luglio: La Bianchina sempre piu in alto - S. Anna di Vinadio CN 3- 4 settembre: I nostri primi venti anni - Siena ottobre: Saranno inoltre ammesse le Barchetta, le Coupe, le versioni Sporting o Abarth di tutti i modelli, nonche tutte le altre vetture italiane di particolare inte- resse tecnico quali Lancia Delta Integrate, Alfa Romeo 4C e altri modelli significativi.

La parted pazione, assolutamente spontanea, e libera e gratuita. Ognuna sara libero di arrivare ed andarsene quando lo vorra. Nel programma e stata inserita una prova di regolarita con la partecipazione di una trentina di vetture, ma non solo.

I soci del club ceko sono arrivati con 8 vetture, percorrendo km. Nonostante la giornata ug- giosa, le bellezze artistiche e la buona tavola hanno favorito una discreta partecipazione di equipaggi Audi, fra le quali spiccava la mitica Audi Quattro a trazione integrate. Dal punto di vista estetico la Montreal appariva aweniristica: L'italiana all'Expo canadese del '67 incarno il desiderio automobilistico in termini futuribili.

La tedesca si basava su doti concrete e fama consol idata, oltre che su uno sviluppo "passo dopo passo". Divise dal punto di vista commerciale anche oggi come "storiche" hanno prestazioni e tecnologia comparabili nonostante I'impostazione tecnica opposta di Francesco Peuzzari - foto Alberto Cervetti immagini di archmo centro documentazione alfa romeo arese, milano e Porsche IN COPERTINA alfa romeo Montreal vs Porsche N el il mondo e attraversato da una miscela di aweni- menti contrastanti.

Proprio nei confronti di questa guerra la contestazione, non soltanto giovanile, fa breccia e si salda a quella gia presente in larga parte della societa europea per motivi socio-economi- ci. In America si svolgono grandiose marce per la pace, soprattutto in California, la gente non sa come gestire il rimorso derivante dal conflit- to, molti giovani, chiamati alia leva militare per essere spediti nel Sud- Est asiatico, disertano in Canada.

E anche questa scelta non e casuale: I sedili sono piu comodi che sportivi, moderatamente profilati; di ottima qualita i materiali. Quiafianco, i gruppi ottici anteriori e posteriori, inconfondibili e immutati per buona parte della lunga storia della GT tedesca. Ma la macchina arrivera sul mercato molto in ritardo, soltanto quattro anni dopo. Una vettura, quella, difficile da realizzare e ancor piu da vendere e gestire: E infatti se ne realizzeranno soltanto 12 esempla- ri completi.

I sedili, ben profilati e con imbottitura di ottima consistenza, si distinguono per il poggiatesta a tutta larghezza. A fianco, i fari con la palpebra abbassata e alzata, soluzione estetica comandata da una molla. Sotto, il profilo della Montreal, bello e attuale ancor oggi. Peccato che il primo proprietario di questo esemplare abbia sostituito a suo tempo il logo di Bertone sulla fiancata con quello del suo club di appartenenza.

Dunque resta un motore spor- tivo, magestibile datutti, rete di as- sistenza compresa. Le difficol- ta tecniche principal vengono dal- la ricerca di un cambio adeguato, che e poi trovato in uno ZF a 5 mar- ce. Conduzione familiare Nel , nonostante la distanza temporale dalla presentazione, la Montreal ha comunque un ottimo successo di vendite, considerando il posizionamento in gamma della macchina e il relativo prezzo di 5,4 milioni di lire: Dopodiche la produzione va avanti, di rimes- sa, finoall Una rosa di concorrenti piuttosto importante, a cui va aggiunta quella che alTepoca si e gia conquistata una solida fama presso gli appassionati: A Stoccarda la situazione e radicalmente diversa rispetto ad Arese.

La societa e quasi a conduzione familiare, non ci sono particolari proble- mi di politica industriale, ne grosse vertenze sindacali e il lavoro nella fabbrica procede in serenita.

II motivo e sempre lo stesso: Pero a Stoccarda le idee sono molto chiare, non ci sono lacci politici e la progettazione e in mano a pochi uomini che, guidati da Ferry e Butzi Porsche, figlio e nipote del mitico capofamiglia Pro- fessore Ferdinand, con la direzione tecnica di Ferdinand Piech, cugi- no di Butzi, remano tutti nella stessa direzione.

Cosi, nel giro di 10 an- ni, la 91 1 a sei cilindii si e imposta come e piu della progenitrice , secondo la filosofia dello sviluppo continuo, a piccoli ma decisi passi, del progetto iniziale. E basta fare un confronto box a parte tra i nu- meri di produzione della Montreal e quelli della sola 91 1 S 2,4 per ren- dersi conto della differenza.

Partita nel 1 con motore 2. DalTesordio, la 91 1 e stata diversificata negli allestimenti e nelle carroz- zerie: Sul modello del , la cilin- drata e aumentata a 2. Gli aggiomamenti sono continui, non sempre riusciti emblematico il caso del serbatoio olio con sport ello estemo, che manda in confusione piu di un benzinaio, con il risultato di mettere benzina. La Por- sche 91 1 si impone sempre piu sul mercato, anche grazie alle numero- sissime possibilita di personalizzazione, dai colon esterni e intemi agli accessori a pagamento, e, in misura minore ma significative al fatto di poter essere usata per partecipare a competizioni nel fine settimana senza richiedere eccessive preparazioni e recandosi in circuito alia gui- da della vettura stessa.

La posizione di guida e leggermente piu sacrificata rispetto a quella della Porsche, ma corretta per persone di statura media. II portaoggetti e senza cassetto. Romeo di quegli anni -risponde Luca- il meglio viene dalla meccanica. Doppio paradosso, perche la 91 1 ha lo stesso problema, al. Ma sulla Porsche il peso a sbalzo al posteriore per lo meno aiuta molto nelle prestazioni assolute, sopmttutto in accelerazione.

Percio oggi perche si vuole una Montreal? Inline, perche quelle che si tro- vano in genere sono poco sfruttate, al contrario delle Questa, per esempio, ha meno di La Montreal ha molto rollio.

In questo caso si tratta del Blau Metallic, molto raro in Italia dove era molto diffuso il Gemini Blau Metallic, piu chiaro. Qui a fianco, il momento del Fin che si tratta cli sfruttare motore e cambio va tutto bene, ma lo sterzo e molto demol- tiplicato e il rollio e evidente.

Percio, ragionando da alfista, dalla prenderesti. Di certo non mancavano le risorse tecniche e umane per farlo. Porsche era un progettista finissimo, e da loro si lavorava con maggio- re tranquillity. Oltre alle 91 1 , ha solo due Mercedes, una D 2.

Ma che sottendono entrambe una tecnologia raffinata. Cilindrate simili, potenze simili contro CV-DIN , perfino coppia simile, anche come erogazione: Ma il mo- tore italiano e un V8 raffreddato ad acqua, il tedesco un boxer 6 cilindri raffreddato ad aria. Anche la discendenza dalle corse li accomuna, come dimostra la lubrif icazione a carter secco, ma anche qui con filosofie alternative: In entram- bi i casi il lavoro di sviluppo e stato eccel- lente, a testimonianza delle capacita dei tecnici italiani e tedeschi: La testa aveva le valvole a V stretta per ottenere una camera di combustio- ne ampia a vantaggio delle dimensioni delle valvole di aspirazione.

Sopra, a sinistra la sospensione anteriore a barra di torsione. A destra, i bracci della sospensione posteriore fusi in alluminio dal , evoluzione dei precedenti al centro , aumentano il passo di 3 mm. Sotto, gli organi meccanici su una 2. Inoltre la linea del padiglione nella zona posteriore era piu profilata.

Passarono oltre tre anni prima della delibera definitiva. Da citare infine condotti di aspirazione studiati per ottenene un leggero effetto di sovralimentazione con lo sfruttamento dei fenomeni di risonanza. Una soluzione che da effetti tangibili su strada: II motone era stato progettato con spazio tra i cilindri sufficiente per mantenere la necessaria rigidita anche aumentando la cubatura.

Ci si potrebbe do- mandare pero la ragione della tempistica di tale evoluzione: I motivi sono diversi: I tecnici Alfa Romeo puntarono ancora sulla sospensione posteriore a ponte rigido foto piccola , una soluzione ben concepita ed efficace contro gli scuotimenti lateral! Per evitare questa complicazione, si ritenne preferibile aumentare la corsa a 70,4 mm, la stesso valore del 12 cilindri 4. Tutto questo lavoro per compensare Pabbassamento della compressione da 9,8 a 8,5: Le prestazioni cosi non diminuirono, anzi aumentarono perf ino: In definitiva, le prestazioni della 2,4 S furono migliorate, e di molto poco, sol- tanto dodici anni piu tardi, dalla Carrera 3,2 secondo rilevamenti strumentali citati da Paul Frere nel suo libro sulla Porsche A destra, il vano della Porsche 91 1 , inconfondibile per la presenza della ventola del raffreddamento ad aria.

Ma le Porsche sono il suo grande amore. Un colpo di fulmine: Percio decise di vendere la 2. Una cilia quasi ridicola, anche tenendo conto che parliamo di 30 anni fa. Inoltre, molto spesso erano automobili poco sfruttate, a volte pochissimo. Ma cosa ti ha fatto innamorare del- la 91 1? Mi ha affascinato, perche al di la dello stereotipo indica la pos- sibility di usare la macchina in tutte le condizioni.

Quindi anche tu la usi spesso? Ho anche una 2. Oggi sono affascinanti automobili che riportano a un automobilismo eroico. Per gli appassionati italiani questa firma e certamente poco conosciu- ta e crediamo, quindi, valga la pena parlare brevemente della sua sto- ria: Nel la Riley inizia a disporre di propri motori ed e il prodromo per la creazione della prima vettura completa del A pace fatta, nel , la nuova 1 1 HP e la testimone del battesimo del marchio Riley come lo abbiamo sempre conosciuto: Nella pagina a fianco, la strumentazione ha indici Smiths e Jaeger: In basso, la sportiva eleganza di questa Riley.

Ben presto altre due carrozzerie affiancano le prime: Sotto, il singolare andamento del tubetto di sfiato del serbatoio benzina.

A destra, il dettaglio della reticella a protezione dei filtri aria dei carburatori SU, che spuntano dal vano. Una volta in marcia il suo aziona- mento, tramite un meccanismo di servoassistenza, awiene tramite il semplice spostamento di una levetta al volante che agisce su un siste- ma di freni a nastro, i quali si incaricano di bloccare i rapporti non se- lezionati.

Sara il penultimo capitolo della saga delle Ni- ne, seguitasolamente, nel , dalla Victor: Allestita su telaio Merlin del , su ordinazione di uno specifico cliente, mostra stilemi di grande fascino pur totalmen- te, e giustamente visto il decennio trascorso tra le due, differenti da quelli della Brooklands.

Da ricerche effettuate, e emerso che il primo committente avesse in- tenzione di utilizzarla anche in gara, sia in circuito sia in salita, oltre che per piacevoli viaggi veloci; risultano, infatti, partecipazioni in in- numerevoli gare sui circuiti britannici fino al 1 Vicino al parafiamma si nota la cassetta per gli attrezzi di bordo, sulla quale ci sono le sedi per le candele di scorta sopra. II posteriore e dominato dalla ruota di scorta a destra. I cerchi sono da ben 27 pollici. Una lira ad azione per un milio- ne di azioni: Detto e fatto, i pri- mi frutti di questa acquisizione furono i modelli della famiglia Beta.

Prima ancora, pero, qualcosa di un tantino piu rivoluzionario sareb- be apparso agli occhi del mondo automobilistico: Un sospiro di sollievo per tutti; un lam- po negli occhi del direttore sportivo Cesare Fiorio che gia intrawede- va nuove opportunity per la sua squadra e una nuova vettura che portasse le gloriose insegne HF.

In tutto questo tourbillon di cambia- menti, il primo a reagire fu Nuccio Bertone. E il marchio Lancia in bella vista sul frontale. Gobbato inten- deva risollevare le sorti della Casa in un momento difficile e punto su- bito sulle competizioni ad alto livello.

Sebbene praticamente definitiva, man- cava soltanto un piccolo particolare: Che per il resto era completa: Un passo di soli 2. La strumentazione e quella della Abarth. Sotto, una tipica vista con i cofani aperti. In basso, il pannello porta con la tasca portaoggetti che puo contenere un casco.

Su due telai ausiliari furono ancorate le sospen- sioni anteriori e posteriori. Le prime, a mote indipendenti, contavano su bracci oscillanti sovrapposti e molle elicoidali.

Le seconde, adotta- vano lo schema McPherson con montante verticale. Inconveniente risolto con la sostituzione delle boccole in gomma de- gli attacchi dei bracci delle sospensioni posteriori in origine eredita- ti dai silent-block della Fiat di serie.

Poi si cimento non senza difficolta sulla messa a punto della succes- siva testata a 24 valvole e , piu avanti, insieme a Facetti, sviluppo la ver- sione con turbocompressore CV e iniezione indiretta con pompa Kugelfischer utilizzata in pista dal in configurazione silhouette.

Per la versione da corsa, invece, molto lavoro lo fece Claudio Maglioli, su richiesta di Fiorio; in tal senso, giova ricordare quanto Maglioli rac- contava a proposito delle sospensioni: Le sospensioni e la telaisti- ca ci fecero impazzire, provammo triangoli di tutti i tipi, sopra e sot- to, di tutto. Dopo un anno avevamo deliberato le due versioni di mas- sima: II cambio, per esempio, e quasi indistrut- tibile per fortuna, perche e in blocco con il motore e per intervenire bisogna estrarre tutta la meccanica dalla macchina Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria degli esemplari stradali, i ricambi ancora si trovano, a parte ganci ferma cofano a sinistra , tappezzerie interne e cornici del parabrezza a destra , piu impegnativi.

Alcuni particolari come le maniglie porta, al centro si possono ricavare da pezzi di altre auto del Gmppo Fiat delPepoca: Era una bestia magnifica, ma sembrava indomabile. In principio, inoltre, il motore di serie soffriva di cattiva alimentazione: Fino a quel momento, infatti, la Stratos aveva partecipa- to alle corse nello speciale Gruppo 5 riservato ai prototipi. Episodio famoso, di cui si sa tutto.

E anche questo mo- tivo potrebbe aver spinto il Drake ad accordare la fomiture. Forse anche piu di disporre dei servigi del Drago di Cavarzere che peral- tro furono prestati mesi prima di questa storia. La telefonata da Maranello giunse poco dopo: Ferrari smenti di aver rifiutato in precedenza i suoi V6 che poi erano costruiti a To- rino. Dall'lnghilterra Questa la fredda cronaca degli eventi. Ma la Lancia Stratos, oggi, e qualcosa di piu. Va oltre la storia. D suo nome e gia nella leggenda.

La Lancia Stra- tos Gruppo 4 ha un rumore riconoscibile tra mille. Un urlo secco, rab- bioso e assordante. Notare i cerchi Campagnolo in lega di magnesio, per i quali oggi si potrebbero fare follie Fatto, questo, piu unico che raro in un periodo durante il quale tutti i nostri gioielli traslocano Oltralpe.

Cinquanta sfumature di giallo per una Lancia da sogno conservata nel tempo, solo ripristinata nella meccanica perche inutilizzata da qualche anno.

Quattro volte una Beta Pur non essendo una vettura da corsa, i quasi CV del sei cilindri si fanno sentire, anche grazie al peso di poco inferiore ai kg.

Cosi pero gli angoli caratteristici delle mote si modificavano sotto sforzo. In Lancia aggravarono la cosa montando gomme uguali sulle quattro mote. Se a questo si aggiun- ge che la macchina era calda e rumorosa come ogni auto da corsa, e il periodo storico sfortunato guerre, crisi petrolifera, contestazione , si capisce come il successo commerciale possa essere stato ridotto.

Cosi le ordinazioni languirono, tanto che in Lancia costrinsero i concessional! Questi, a loro volta, per liberarsene le vendettero con forti sconti. Al centro, un bel primo piano dei cerchi Campagnolo. In fondo a questa pagina, il V6 di derivazione Dino-Ferrari, con cambio in blocco. II risultato e decisamente suggestivo. In Grecia abbiamo scovato un esemplare in condizioni di conservazione uniche Un'autentica "time capsule" proveniente da oltreoceano, utile per tracciare una piccola guida al riconoscimento del "fa Iso" Testo e foto di Michele Di Mauro S iamo andati a scoprire una nazione che, automobilisticamente parlando, mai avremmo pensato fosse cosi ricca e interessante.

Non per una forma di spocchia, bensi per le notizie sulla situazio- ne del Paese, di cui nelTultimo anno siamo stati bombardati. Ma andare a vedere di persona e sempre buona cosa. E se la Grecia e certa- mente in un periodo difficile, cio non significa che non ci siano collezio- ni di auto, anche di pregio. Ma, tolte le apparenze, r auto ci ha trasmesso una sensazione di solidity.

Molti dei quali, ci racconta Vazeos che prima di que- sta ne ha esaminate tante, si presentano oggi pari al nuovo e ricchi di documentazione riguardante i restauri, ma quasi mai accompa- gnate da prove certe del ritrovamento o della storia prima dei lavo- ri di recupero.

Inoltre il parafiamma, che riporta stampigliati i nu- meri originali, spesso presenta tracce di saldature o addirittura di sostituzione totale, e un occhio attento pub facilmente notarlo os- servando il lamierato neUa parte sottostante il cruscotto. Altrettan- to da evitare, raccomanda infine Alex, gli esemplari con punzona- ture del telaio troppo perfette: A ribaltare le cose pensa Carlo Abarth, che da subito si interessa alia piccola torinese, mettendo a punto la versione Sport: Nel debutta cosi sul mercato, con mar- chio Abarth, la , belvetta da 32 CV pro- dotta in due serie: Abarth riceve da Fiat le scocche semi- complete su cui monta le sue parti specifi- che: Una inconfutabile prova di qualita gene- rale che ancora caratterizza la della nostra prova.

II motore e stato revisionato, cosa che ha permesso di verificare la presenza di basamento e albero mo- tore correttamente punzonati e lo scarico originale Abarth Re- cord Monza. Aprendo il cofano anteriore si trova sul lato sinistro del parafiamma, a lato del serbato- io benzina, parzialmente occultato dal cric. Inoltre il parafiamma non deve mostrare segni di saldature o di sostituzioni, ma deve presentarsi come quello originale con cui e nata la vettura. Non esistono elaborazioni Abarth realizzate su Fiat R; e comunque possibile ripunzo- nare i basamenti, quindi una prova piu affi- dabile pud darla la verifica delle lavorazioni interne: Va infatti considerato che tra i falsari esiste un fiorente commercio di documenti e di identita per collegare vettu- re riprodotte a storie, documenti e numeri di telaio corretti appartenenti a vetture di- sperse o distrutte.

La "Scuderia Piccolino" e una dichiarazione d'amore al genio automobilistico italiano. Per Alex la passio- ne per le auto nasce nelTadolescenza, nonostante il totale disinteres- se della famiglia verso i mezzi a motore.

Sotto, le Abarth attualmente presenti nella collezione: E questa filosofia costruttiva ha trovato la sua massima espressione proprio in Italia; basti pensare che nelTimme- diato dopogueira i costruttori artigianali italiani erano oltre ottanta!

Sono grezze, difficili da guidare, scomode e ti soffocano con la puzza di benzina e di scarico, ma e proprio questo ci6 che adoro di loro -continua Vazeos-. A1 momento la Scuderia Piccolino sta seguendo il restauro di una rarissima Moretti Grand Sport berlinet- ta bialbero e Tunica Fiat Zagato prototipo ancora esistente; entrambe dovrebbero essere completate nel ed esposte ai prin- cipal!

I fari retraibili, oltre a dare un tocco caratteristico, rendono piu filante il frontale che qui e privo di calandra. Le linee fluide della carrozzeria esaltano la dinamicita di questo coupe, che trova su strada piena espressione.

A destra, il logo applicato al posteriore. Magari, era il sogno dei fan della Ma renderlo concreto non rientrava nei piani della Fiat perche la doveva essere un modello di transizione, in attesa che fosse prontala dopo la Ed era motorizzata in una sola cilindrata con un quattro cilindri in lineabialbero di cc. Che e proprio la Samantha.

La Samantha, invece, ha i fari retraibili a coman- do elettrico che a riposo si dispongono in posizione quasi orizzonta- le, integrandosi con la linea del frontale.

Piu telaio Il profilo fast-back con coda tronca discendente senza soluzione di continuity, rivela una ricerca volta a migliorare la penetrazione ae- rodinamica. La Samantha, favorita dalla ridotta sezione maestra, a parita di potenza sviluppa una velocity massima supe- rior e alia berlina , aspet- to questo imprescindibile per un coupe. Ed e proprio cio che distingue, su strada, la Samantha dalla La loro forma circolare di diametro decrescente e una peculiarity, in quanto in tutti gli altri modelli, sernpre che ci fos- sero, erano romboidali o triangolari.

A confronto con la berlina, la Samantha ha il baricentro piu basso grazie alia minore altezza del padiglione, ma anche al fatto di avere il piano di seduta piu vicino a terra.

E tanto basta per clistricarsi meglio lungo i percorsi ricchi di curve, perche passo e carreggiate sono quelle della corrispondente berlina. E non poteva essere diversamente, perche modificare que- ste misure avrebbe comportato un aggravio di costi inaccettabile. Il divano sdop- piato, il bracciolo centrale chiuso da un coperchio imbottito che na- sconde un vano portaoggetti, il posacenere e le luci di cortesia, so- no accessori che creano un ambiente godibile quasi quanto lo so- no i posti anteriori.

Il cliente deve percepire un salto di qualita rispetto alia berlina base e in questo la creazione di Vignale accon- tenta anche i piu esigenti. Ci sono, infatti, tanti particolari esterni e interni che denotano cura nella scelta dei materiali e nel montaggio. Sulla battuta delle porte, inoltre, si trova una luce rossa di segnalazione apertura. I Giapponesi avevano commissionato un prototipo di questa coupe e di una cabriolet a Vignale, per capire come realizzarle.

I cerchi in lega leggera ESAP furono montati in origine. A destra, la leva di sgancio del cofano bagagli sulla battuta della portiera dal lato guida. I quadranti e gli interruttori di servizio derivano dalla berlina, ma il fondo scala del tachimetro e fissato a orari come nella successiva Special in luogo dei della prima Normale.

Anche qui, tuttavia, ci so- no le dovute eccezioni, perche alcune Samantha, forse le prime pro- dotte, presentano il tachimetro con fondo scala a A fianco tro- viamo un grande orologio oppure, a richiesta, il contagiri. Special Presentata al Salone di Torino del , cioe pochi mesi dopo la Fiat , la Samantha ne riprende, come abbiamo visto, lameccanica con cambio a quattro marce. Le due versioni si distinguono per la diversa targhetta identificati- va ripresa dalle corrispondenti berline Fiat e collocata in coda dal- la parte destra.

Sulle targhette e su qualche altro dettaglio dobbia- mo pero fare qualche precisazione. Le mote, per esempio: Stesso discorso per la tin- ta carrozzeria o per il tipo e la marca delTautoradio.

Altro punto e Tidentificazione del modello, che Vignale lasciavaal di- segno. E in effetti la Samantha e inconfondibile, ma bisognava pur dichiarame in qualche modo il nome che fu scritto in stampatello, su fondo bianco, in una targhetta posta sotto lo stemma della Car- rozzeria, a sua volta ubicato sul fianchetto posteriore dietro la por- tiera. Come si vede, non una collocazione proprio immediatamen- te individuabile e difatti ad alcuni clienti non bastava: Ci fu cosi chi applied la scritta Vignale, o mi logo identificativo della Cairozzeria, al posto o in aggiunta alia targhetta originale Fiat oppure ancora chi, ed e il caso del proprietario della Samantha del nostro servizio, fece fare di propria iniziativa la scritta e la diede alia Vignale che la mise in coda.

Qui sopra, i fari sollevati e a riposo: In basso, la luce rossa di segnalazione porta aperta e il lunotto termico di serie. Nella pagina a fianco, la ridotta sezione maestra del frontaletestimonia la ricerca volta a migliorare la velocita di punta. Le note dolenti non erano ne meccani- che e neppure dovute a pecche di costmzione, anzi, la curaposta nel montaggio era uno dei punti forti della Samantha. Erano invece la- cune legate soprattutto alia mancanza di un canale di vendita univo- co.

Vignale non era un costruttore ma un cairozziere, quincli nei li- stini delle riviste specializzate i suoi modelli non comparivano. Per di piu la Samantha in Italia non era venduta presso la rete dei conces- sionari Fiat, ma da rivenditori autonomi e bisognava sapere chi era- no e dove si trovavano.

Del re- sto non poteva essere diversamente dato che era prodotta interamente a mano, sen- za attrezzature dedicate o stampi per la la- miera. E la sorte che nel tocco ad Alfredo Vignale, che si trovo co- stretto a cedere la propria attivita a beneficio della Ford e di Alejan- dro de Tomaso. E ci6 decreto anzitempo la fine di questa bella spor- tiva dal nome cosi particolare.

Gioia di vivere con a di vivere Vignale e legato in modo particolare al disegnatore Giovanni Michelotti, con cui condividera per anni le fortune della sua azienda: Di rado Vignale e ricordato per il suo rapporto con Maranello, ma le sue Ferrari hanno di certo uno stile inconfondibile. Vignale inaugura lo stabilimento di Grugliasco e collabora con Maserati per le GT spider, la Sebring e la Mexico.

A destra, il brillante bialbero della Fiat Altre alternative erano la Opel Kadett coupe 1. La livrea riprende quella delle vetture ufficiali che correvano nel mondiale Rally. Percio, non un sogno campato in aria, ma il desiderio di fare qualcosa di im- portante sapendo bene le difficol- ta a cui andavano incontro.

Anche perclte i fratelli catanesi, trapian- tati a Nizza Monferrato, hanno in- trapreso la strada piu affascinan- te ma anche difficile, cioe costru- ire la macchina da zero.

Per due motivi ben precisi, come ci spiega Mario: Percio abbiamo scartato questa strada. Ma non sono mancate le difficolta, quali?

B, cosi come non pote- vamo prendere spunto da una mac- china gia allestita. Perche per fortuna abbiamo trovato un consulente eccezionale. Grazie a loro abbia- mo potuto avere alcuni particolari e le indicazioni su come procedere per realizzame altri.

A lato, la carrozzeria verniciata con base bianca; si notano il telaietto di supporto di frontale, paraurti e mascherina e il voluminoso intercooler. Sopra, il motore cinque cilindri completo di turbocompressore pronto per essere montato in vettura.

Sotto, la plancia disseminata di strumenti e interruttori. La gabbia di sicurezza omologa- ta, studiata in collaborazione con la ditta Al- ves di Torino che realizza le scocche per i Bal- letti e i roll-bar per grandi produttori di acces- sori racing, e differente come disegno rispet- to a quella originale che era in tubi di allumi- nio, non piu consentiti dalle norme di sicurez- za attuali.

II giusto compromesso tra alleggerimento e irrigidimento della scocca e molte parti del- la carrozzeria in vetroresina hanno consenti- to di rimanere sotto il peso minimo consenti- to, potendo poi aggiungere 25 kg di zavorra nella parte posteriore.

Sulla destra, i fusibili rapidamente sostituibili in caso di guasto; in alto il quadro strumenti. Rimuovi gli Annunci Pubblicità di Traffic Junky.

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